venerdì 16 maggio 2008

Hp compra Eds per 13,9 miliardi di dollari e sfida Ibm

Il gigante di Palo Alto si fonde con la texana specializzata in It services. Nasce un colosso da 310mila dipendenti
e 130 miliardi di dollari di fatturato e una realtà sui servizi da 40 miliardi
Confermato: Hp compra Electronic Data Systems (Eds) per 13,9 miliardi di dollari.
È la più grande operazione nel campo dei servizi It. Il gigante di Palo Alto va così a coprire un'area dove si è avvalsa
solo di società terze e amiche, come Accenture. Ora invece sfida Ibm a tutto campo. E gli It services sono fondamentali
ora più che mai per competere con Big Blue e la sua potentissima divisione Global services. La chiusura dell'operazione
è prevista nel secondo semestre. La valutazione di Eds corrisponde a 25 dollari per azione con un premio del 32,6% sulle
quotazioni dello scorso venerdì. Il matrimonio fra Hp ed Eds è, come accennato, la più importante operazione mai registrata
nel campo dei servizi di Information Technology ed è stata approvata all'unanimità dai board dei due gruppi americani.
l'obiettivo di Hp non pare essere la mera colonizzazione del gruppo texano, quanto piuttosto creare una nuova, e più potente,
realtà dello strategico settore dei servizi, ovvero in quella area del mercato It dove ci sono margini di guadagno,
e di erogazione di valore aggiunto ai clienti business. L'hardware, e questo Ibm lo sa bene è, una commodity:
la differenza la fanno i servizi e ora Hp potrebbe essere in grado di competere al meglio con la storica rivale.
E in mezzo tra l'incudine Hp e il martello Ibm sta quella Dell che ora non fa più scintille come in passato.
«La fusione tra Hp ed Eds – ha dichiarato Mark Hurd, il numero uno del gigante californiano – permetterà di erogare,
insieme ai nostri partner, il più ampio, completo e competitivo portafogli di prodotto e servizi dell'intera industria informatica».
Dal merger delle due multinazionali nascerà un gruppo da 310mila dipendenti per un fatturato di circa 130 miliardi di dollari.
Ibm per fare un paragone ha 386mila dipendenti e un giro d'affari di 98,8 miliardi. Va detto che mentre Big Blue è focalizzata
esclusivamente sull'area business dell'informatica con hardware software e soprattutto servizi, Hp gioca a tutto campo anche
nel consumer con personal computer (Ibm li ha ceduti a Lenovo) e con le stampanti. E proprio in quest'ultima area risiede la
"cash cow" dei consumabili (inchiostri e cartucce). Sul fronte dei soli servizi It il fatturato combinato Hp+Eds ammonta di 38
miliardi e 210mila dipendenti con una presenza in 80 Paesi nel mondo. La fusione inizierà ad avere impatti positivi sugli utili
già nel 2009 e nel 2010 perché sono attese sinergie importanti.
Eds conserverà una certa indipendenza e sarà denominata Eds - an Hp company. In questo modo verrà mantenuto il
valore del brand della società texana che nel modo dei servizi gode di una reputazione pressocchè unica. La sua sede
rimarrà a Plano in Texas e resterà anche il suo presidente e amministratore delegato Ronald Ritternmeyer che riporterà
al numero uno di Hp Mark Hurd. Dopo l'annuncio Moody's ha confermato il rating di Hp e si prepara alla revisione al rialzo
per Eds. Per Hp, che lunedì 12 maggio ha ceduto al Nasdaq il 5% (scendendo sotto quota 47 dollari), l'acquisizione in un
mercato chiave come quello dei servizi It (consulenza, gestione delle risorse e dei processi, supporto tecnico) forniti in
outsourcing alle grandi aziende arriva sette anni dopo l'operazione da 19 miliardi di dollari (annunciata nel settembre 2001)
con la quale comprò Compaq, a quel tempo una delle sue più temibili concorrenti nei personal computer.
Eds, invece, è una delle regine di un mercato che vale globalmente poco meno di 800 miliardi di dollari
(è la stima di Gartner per il 2008, rispetto a un consolidato 2007 di 748 miliardi in crescita del 10,5%) e che vede lottare
spalla a spalla (oltre alla stessa Hp) colossi come Accenture, Ibm Global Services, Capgemini e Csc
(Computer Sciences Corp). Quello dell'outsourcing è anche un settore non nuovo a fusioni e alleanze di vasta portata
– Hp, di recente, ha acquisito una parte delle attività di Atos Origin, altro player salito alla ribalta dei servizi It all'inizio
degli anni 2000 – e la stessa Eds era finita nei mesi scorsi nel mirino di Deutsche Telekom, che negli intenti
(poi venuti meno) avrebbe integrato gli asset della società americana con quelli della sua divisione It T-Systems
(che invece ha stretto una partnership strategica con l'indiana Cognizant nel campo della system integration) per dare
sostanza alla sua nuova veste di operatore (si servizi It e telco) globale.
I servizi It sono un segmento che continua a crescere in modo costante anno dopo anno, sebbene non a ritmi velocissimi
(il tasso composito annuo di crescita dal 2006 al 2011 è compreso fra il 6 e l'8%), e che soprattutto garantisce elevati
margini di profitto anche in situazioni economiche non particolarmente brillanti. Gli intenti di Hp e del Ceo Mark Hurd
in tal senso sono chiarissimi: mettersi cioè nella condizione di sfidare ad armi pari la storica rivale Ibm, che di questo
mercato è sicuramente uno degli attori di riferimento, con un portafoglio d'offerta completo sotto tutti i punti di vista, e non
solo tecnologico. Dare in altri termini ulteriore potenza di fuoco alla divisione impegnata su questo fronte con le risorse di
uno dei player più accreditati nel mondo della system integration su scala mondiale. Ci aveva provato, senza successo,
anche Carly Fiorina nel 2000 a regalare a Hp il colpo grosso nei servizi It sferrando un deciso attacco a PriceWaterhouse
Coopers, ma il tentativo fallì e Pwc finì nella mani di Ibm (nell'ottobre del 2002, per 3,5 miliardi di dollari). Da allora la strategia
del colosso di Palo Alto si era orientata verso acquisizioni su scala locale (vedi The Technology Partner, società di
consulenza IT e system integration, in Italia) e mirate. Ora la nuova offensiva globale per dare la caccia a Big Blue, che
detiene la leadership nei servizi It con il 7,2% di market share. Con Eds, seconda alle spalle di Ibm con una quota di mercato
del 3%, Hp (che invece si ferma al 2,2%) andrebbe a creare un colosso con un giro d'affari di 39,4 miliardi di dollari
(che al cospetto dei 54 miliardi fatturati dalla società di Armonk nel 2007 sarebbero ancora "pochi", ma consegnerebbero
subito alla casa californiana lo scettro di secondo fornitore al mondo nel campo dei servizi It.

ARTICOLO PRESO DA " IL SOLE 24 ORE"

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