Il gigante di Palo Alto si fonde con la texana specializzata in It services. Nasce un colosso da 310mila dipendenti
e 130 miliardi di dollari di fatturato e una realtà sui servizi da 40 miliardi
Confermato: Hp compra Electronic Data Systems (Eds) per 13,9 miliardi di dollari.
È la più grande operazione nel campo dei servizi It. Il gigante di Palo Alto va così a coprire un'area dove si è avvalsa
solo di società terze e amiche, come Accenture. Ora invece sfida Ibm a tutto campo. E gli It services sono fondamentali
ora più che mai per competere con Big Blue e la sua potentissima divisione Global services. La chiusura dell'operazione
è prevista nel secondo semestre. La valutazione di Eds corrisponde a 25 dollari per azione con un premio del 32,6% sulle
quotazioni dello scorso venerdì. Il matrimonio fra Hp ed Eds è, come accennato, la più importante operazione mai registrata
nel campo dei servizi di Information Technology ed è stata approvata all'unanimità dai board dei due gruppi americani.
l'obiettivo di Hp non pare essere la mera colonizzazione del gruppo texano, quanto piuttosto creare una nuova, e più potente,
realtà dello strategico settore dei servizi, ovvero in quella area del mercato It dove ci sono margini di guadagno,
e di erogazione di valore aggiunto ai clienti business. L'hardware, e questo Ibm lo sa bene è, una commodity:
la differenza la fanno i servizi e ora Hp potrebbe essere in grado di competere al meglio con la storica rivale.
E in mezzo tra l'incudine Hp e il martello Ibm sta quella Dell che ora non fa più scintille come in passato.
«La fusione tra Hp ed Eds – ha dichiarato Mark Hurd, il numero uno del gigante californiano – permetterà di erogare,
insieme ai nostri partner, il più ampio, completo e competitivo portafogli di prodotto e servizi dell'intera industria informatica».
Dal merger delle due multinazionali nascerà un gruppo da 310mila dipendenti per un fatturato di circa 130 miliardi di dollari.
Ibm per fare un paragone ha 386mila dipendenti e un giro d'affari di 98,8 miliardi. Va detto che mentre Big Blue è focalizzata
esclusivamente sull'area business dell'informatica con hardware software e soprattutto servizi, Hp gioca a tutto campo anche
nel consumer con personal computer (Ibm li ha ceduti a Lenovo) e con le stampanti. E proprio in quest'ultima area risiede la
"cash cow" dei consumabili (inchiostri e cartucce). Sul fronte dei soli servizi It il fatturato combinato Hp+Eds ammonta di 38
miliardi e 210mila dipendenti con una presenza in 80 Paesi nel mondo. La fusione inizierà ad avere impatti positivi sugli utili
già nel 2009 e nel 2010 perché sono attese sinergie importanti.
Eds conserverà una certa indipendenza e sarà denominata Eds - an Hp company. In questo modo verrà mantenuto il
valore del brand della società texana che nel modo dei servizi gode di una reputazione pressocchè unica. La sua sede
rimarrà a Plano in Texas e resterà anche il suo presidente e amministratore delegato Ronald Ritternmeyer che riporterà
al numero uno di Hp Mark Hurd. Dopo l'annuncio Moody's ha confermato il rating di Hp e si prepara alla revisione al rialzo
per Eds. Per Hp, che lunedì 12 maggio ha ceduto al Nasdaq il 5% (scendendo sotto quota 47 dollari), l'acquisizione in un
mercato chiave come quello dei servizi It (consulenza, gestione delle risorse e dei processi, supporto tecnico) forniti in
outsourcing alle grandi aziende arriva sette anni dopo l'operazione da 19 miliardi di dollari (annunciata nel settembre 2001)
con la quale comprò Compaq, a quel tempo una delle sue più temibili concorrenti nei personal computer.
Eds, invece, è una delle regine di un mercato che vale globalmente poco meno di 800 miliardi di dollari
(è la stima di Gartner per il 2008, rispetto a un consolidato 2007 di 748 miliardi in crescita del 10,5%) e che vede lottare
spalla a spalla (oltre alla stessa Hp) colossi come Accenture, Ibm Global Services, Capgemini e Csc
(Computer Sciences Corp). Quello dell'outsourcing è anche un settore non nuovo a fusioni e alleanze di vasta portata
– Hp, di recente, ha acquisito una parte delle attività di Atos Origin, altro player salito alla ribalta dei servizi It all'inizio
degli anni 2000 – e la stessa Eds era finita nei mesi scorsi nel mirino di Deutsche Telekom, che negli intenti
(poi venuti meno) avrebbe integrato gli asset della società americana con quelli della sua divisione It T-Systems
(che invece ha stretto una partnership strategica con l'indiana Cognizant nel campo della system integration) per dare
sostanza alla sua nuova veste di operatore (si servizi It e telco) globale.
I servizi It sono un segmento che continua a crescere in modo costante anno dopo anno, sebbene non a ritmi velocissimi
(il tasso composito annuo di crescita dal 2006 al 2011 è compreso fra il 6 e l'8%), e che soprattutto garantisce elevati
margini di profitto anche in situazioni economiche non particolarmente brillanti. Gli intenti di Hp e del Ceo Mark Hurd
in tal senso sono chiarissimi: mettersi cioè nella condizione di sfidare ad armi pari la storica rivale Ibm, che di questo
mercato è sicuramente uno degli attori di riferimento, con un portafoglio d'offerta completo sotto tutti i punti di vista, e non
solo tecnologico. Dare in altri termini ulteriore potenza di fuoco alla divisione impegnata su questo fronte con le risorse di
uno dei player più accreditati nel mondo della system integration su scala mondiale. Ci aveva provato, senza successo,
anche Carly Fiorina nel 2000 a regalare a Hp il colpo grosso nei servizi It sferrando un deciso attacco a PriceWaterhouse
Coopers, ma il tentativo fallì e Pwc finì nella mani di Ibm (nell'ottobre del 2002, per 3,5 miliardi di dollari). Da allora la strategia
del colosso di Palo Alto si era orientata verso acquisizioni su scala locale (vedi The Technology Partner, società di
consulenza IT e system integration, in Italia) e mirate. Ora la nuova offensiva globale per dare la caccia a Big Blue, che
detiene la leadership nei servizi It con il 7,2% di market share. Con Eds, seconda alle spalle di Ibm con una quota di mercato
del 3%, Hp (che invece si ferma al 2,2%) andrebbe a creare un colosso con un giro d'affari di 39,4 miliardi di dollari
(che al cospetto dei 54 miliardi fatturati dalla società di Armonk nel 2007 sarebbero ancora "pochi", ma consegnerebbero
subito alla casa californiana lo scettro di secondo fornitore al mondo nel campo dei servizi It.
ARTICOLO PRESO DA " IL SOLE 24 ORE"
venerdì 16 maggio 2008
lunedì 14 aprile 2008
Madameweb: di giorno insegna, di notte si spoglia.
Madameweb:
di giorno insegna,
di notte si spoglia.
E riscoppia la polemica
Articolo Tratto da:www.panorama.it
clicca qui per le foto
È tornata a far parlare di sé, la porno-professoressa di Pordenone. Si firma Anna Siriani e in arte si fa chiamare Madameweb. Arte per adulti, per la precisione. Perché la 39enne veneta, di giorno fa, dice lei in modo irreprensibile e professionale, l’insegnante di lettere. Ma fuori dall’aula si trasforma. In porno attrice: “Sono una bella donna, alta 173 cm, capelli lunghi lisci ramati, occhi verdi, denti perfetti. Ho le gambe molto lunghe e un bel culo alto e sodo. Di seno ho una 6a molto soda”. E via con altri particolari, decisamente spinti.
Madameweb è tornata alla ribalta in questi giorni, quando in rete è apparso un video che la ritrae, nuda, per le strade della capitale tedesca e nei padiglioni dell’ultima edizione di Venus, la fiera dell’eros di Berlino. Siccome il video non è certo soft come certi film anni ‘80, si è scatenata la polemica. E i clic.
Clamore a cui l’insegnante, in realtà, è abituata. Da quando, cinque anni fa, le sue foto hard sparse in siti per adulti, erano state trovate dai suoi alunni delle medie che ci avevano tappezzato i bagni della scuola in cui insegnava. Inevitabile il putiferio: telefonate, proteste, genitori indignati, colleghi sconvolti. Tanto che il preside decise di trasferire, “diplomaticamente”, l’insegnante ai corsi serali per adulti extracomunitari, in un istituto della provincia veneta.
Ora, dopo anni di silenzio, la prof. è tornata a mostrare le sue grazie. E tutt’intorno si sono levate le vecchie questioni. Alle quali lei, dal web, risponde così: “Sì, sono una professoressa, ma non è ciò che faccio nel privato che dovrebbe cambiare ciò che sono a scuola e viceversa”. E ancora: “Sono una donna normale, con una famiglia e il mio lavoro di insegnante. Cerco la trasgressione e il sesso”.
Posizioni che non convincono i colleghi, ma che sono in linea con le norme: dagli anni 90 è stato cancellato il requisito del dovere morale d’un comportamento irreprensibile, per il personale della scuola. Resta tuttavia la domanda: quanti genitori affiderebbero i propri figli a Siriani/Madameweb, riconoscendola come figura guida nell’apprendimento e nella crescita?
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alle
4/14/2008
domenica 6 aprile 2008
Cambia sesso e diventa suora: adesso veglia per i gay
Il caso a Torino
Cambia sesso e diventa suora:
adesso veglia per i gay
Articolo tratto da:
CORRIERE DELLA SERA.IT
articolo di:
Vera Schiavazzi
Del:
05 aprile 2008
«Sono francescana e vetero-cattolica. La castità non mi pesa, la solitudine sì». No della CuriaCambia sesso e diventa suora:
adesso veglia per i gay
Articolo tratto da:
CORRIERE DELLA SERA.IT
articolo di:
Vera Schiavazzi
Del:
05 aprile 2008
TORINO — Cristina ha 40 anni, l'abito lungo e nero, il velo che le incornicia il viso. Si sveglia all'alba per le Lodi e prega molto, fino a sera, alternando il raccoglimento con l'assistenza e il lavoro. È suora francescana, castità, obbedienza e povertà, ma ha dovuto cercarsi una chiesa che la accogliesse perché la sua, quella cattolica romana, le ha «chiuso le porte»: quando è nata, Cristina era maschio, Marco, ma a 20 anni ha cambiato sesso, per poi trovare la sua vocazione. Un caso unico, difficile da accettare per i vescovi fedeli al Papa.
Ora è una religiosa della Riconciliazione, la piccola comunità monastica nata in Italia dalla chiesa vetero-cattolica, vicina a quella anglicana. È stata sua, ieri sera, la testimonianza più toccante alla veglia di preghiera torinese per le vittime di omofobia e transfobia. La serata avrebbe dovuto svolgersi nella chiesa cattolica di San Pietro a Cavoretto, ma ieri alle 18 è arrivato il contrordine: «Mi hanno comunicato che l'appuntamento era annullato — dice don Paolo Fini —. Avevo dato volentieri la chiesa, poi le stesse persone hanno preferito rinviare, non era più opportuno. Volevano che tutto avvenisse nella discrezione ma questa condizione è mancata». La veglia si è svolta nella chiesa vetero-cattolica. «Sono nata a Sezze e cresciuta dalle suore — dice Cristina — perché mamma e papà lavoravano. Fin da piccola mi sono sentita femmina. Il ricordo più brutto? Quando mi hanno sequestrato la Barbie. A 13 anni ho parlato a mia madre, mi ha accettato. Appena maggiorenne mi sono operata». Cristina si commuove di fronte alle immagini di San Francesco: «Il Cantico delle Creature è il primo testo che ho imparato, e non lo dimentico. Ma la mia vita da cattolica è diventata un inferno. Ho seguito un corso ad Assisi per le vocazioni, ho frequentato le Clarisse, poi mi hanno indirizzata al mio vescovo, a Latina. Saputa la verità ha detto parole terribili: "Sei nata uomo, non potrai né sposarti né prendere i voti". Sono scappata in Inghilterra, in un monastero anglicano. Oggi sono suora francescana e vetero-cattolica. Parlo con Dio, assisto, nel mio cuore resta il sogno di contemplare il Signore in monastero. La castità non mi pesa, la solitudine sì».
Vera Schiavazzi
05 aprile 2008
alle
4/06/2008
sabato 29 marzo 2008
Picchiava i figli, arrestato padre-padrone
L'uomo è un muratore, trentenne, immigrato da un paese dell'Est europeo. Li maltrattava con oggetti acuminati
LECCO - Maltrattava sistematicamente e picchiava, anche con oggetti acuminati, i figli e li lasciava chiusi in cantina per ore e ore al freddo e al buio: di fronte alle contestazioni degli agenti che lo stavano arrestando, il genitore, immigrato da un paese dell'Est europeo, ha tentato di giustificarsi sostenendo che il suo fine era solo quello di educarli. L'uomo, indicato come il padre-padrone, è un muratore poco più che trentenne. È stato arrestato per sequestro di persona, lesioni e maltrattamenti in famiglia. I figli di 12 e 8 anni adesso sono stati trasferiti in una comunità protetta mentre nulla è stato detto, dagli investigatori della polizia di Lecco, a proposito della madre dei bimbi.
LA DENUNCIA DALLA SCUOLA - La vicenda è stata resa nota con una conferenza stampa in questura. La prima segnalazione era giunta dalla scuola, dove il più grande dei bambini si era presentato, il giorno dopo aver ricevuto una nota, con il volto tumefatto. Si trattava della punizione inflittagli dal padre. Il bambino veniva picchiato anche con oggetti acuminati e il fratellino, una volta sottratto alla famiglia il primo minore, sarebbe stato a sua volta maltrattato, rinchiuso, tra l'altro, in una cantina fredda e buia.
Ora a occuparsi del caso sarà l'autorità giudiziaria lecchese.
LECCO - Maltrattava sistematicamente e picchiava, anche con oggetti acuminati, i figli e li lasciava chiusi in cantina per ore e ore al freddo e al buio: di fronte alle contestazioni degli agenti che lo stavano arrestando, il genitore, immigrato da un paese dell'Est europeo, ha tentato di giustificarsi sostenendo che il suo fine era solo quello di educarli. L'uomo, indicato come il padre-padrone, è un muratore poco più che trentenne. È stato arrestato per sequestro di persona, lesioni e maltrattamenti in famiglia. I figli di 12 e 8 anni adesso sono stati trasferiti in una comunità protetta mentre nulla è stato detto, dagli investigatori della polizia di Lecco, a proposito della madre dei bimbi.
LA DENUNCIA DALLA SCUOLA - La vicenda è stata resa nota con una conferenza stampa in questura. La prima segnalazione era giunta dalla scuola, dove il più grande dei bambini si era presentato, il giorno dopo aver ricevuto una nota, con il volto tumefatto. Si trattava della punizione inflittagli dal padre. Il bambino veniva picchiato anche con oggetti acuminati e il fratellino, una volta sottratto alla famiglia il primo minore, sarebbe stato a sua volta maltrattato, rinchiuso, tra l'altro, in una cantina fredda e buia.
Ora a occuparsi del caso sarà l'autorità giudiziaria lecchese.
alle
3/29/2008
giovedì 20 marzo 2008
stickK, fai un contratto con te stesso! Il servizio che aiuta a raggiungere il tuo obiettivo.
Nella Home Page del servizio troviamo gli obiettivi più ricercati dagli utenti, ovvero:
Smettere di Fumare;
Fare esercizio regolarmente;
Perdere peso.
Sempre dalla stessa posizione sarà possibile creare il proprio obiettivo personale, basta una semplice registrazione gratuita, prima inserendo un indirizzo mail e poi completando i form proposti.
La procedura per la creazione di un obiettivo è semplice, si parte da “Create Your Own Goal”, nella maschera successiva si sceglie se essere avvisati solo una volta, alla scadenza (One-shot contract), o ricevere un avviso ogni settimana (Ongoing contract). Subito dopo si scrive il nome dell’obiettivo, la categoria di appartenenza e la durata della “prova”.
Nella maschera successiva, sezione “Stakes”, possiamo facoltativamente scegliere se effettuare delle donazioni periodiche a enti di beneficenza e non. Consiglierei di selezionare “no money at stake” per non versare alcun contributo.
Come fare ad autocontrollarsi senza barare? A questo problema viene incontro lo step successivo dove si dovrà scegliere se “auto-fidarsi” o scegliere un amico giudice, a testimonianza del tuo obiettivo. E se la tua impresa merita un supporto fisico o morale, è possibie affidarsi anche ai “supporters”, un amico per ogni riga, faranno il tifo per te!
Arrivati all’ultimo passo, controllate tutti i dati e confermate, cercando di raggiungere l’idea prefissata. In bocca al lupo!
alle
3/20/2008
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